Targhe storiche e reimmatricolazione: come funziona
Per i collezionisti la targa è parte dell'identità del veicolo: una Giulietta con targa MI nera dell'epoca vale di più, anche emotivamente, della stessa auto con una targa moderna. La normativa se ne è occupata, con alcune aperture importanti.
Veicoli che hanno conservato la targa originale
Un veicolo storico mai radiato che ha mantenuto la sua targa provinciale d'epoca può continuare a circolare con quella: la targa resta valida. È il caso più fortunato e anche il più raro, perché molti veicoli sono stati radiati o reimmatricolati negli anni.
La reimmatricolazione con targa dell'epoca
Per i veicoli di interesse storico e collezionistico (iscritti a uno dei registri riconosciuti: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI) la legge ha previsto la possibilità di reimmatricolazione con una targa di tipo e grafica dell'epoca, anche con la combinazione originaria se documentata e disponibile. È la norma che ha permesso di rivedere su strada targhe nere "nuove": esteticamente d'epoca, giuridicamente attuali.
Il ruolo di ASI e dei registri
Il certificato di rilevanza storica (CRS) rilasciato dai registri è la chiave d'accesso: serve per la reimmatricolazione, per le agevolazioni (bollo ridotto per gli ultratrentennali, assicurazioni dedicate) e in alcuni casi per circolare in deroga ai blocchi del traffico, secondo le regole locali.
Cosa verificare prima di comprare uno storico
Che targa e documenti siano coerenti (targa originale ↔ libretto), che il veicolo non risulti radiato d'ufficio, e la sua storia al PRA con una visura, anche per gli storici — soprattutto per gli storici: radiazioni, reimmatricolazioni e passaggi sono esattamente ciò che ne determina valore e regolarità.