Targa prova: cos'è, chi può usarla e come funziona
La targa prova è un'autorizzazione alla circolazione di prova: permette di far circolare su strada veicoli non ancora immatricolati (o temporaneamente fuori dalle condizioni ordinarie) per collaudi, dimostrazioni e trasferimenti tecnici. È disciplinata dal DPR 474/2001.
Chi può averla
Non è per i privati: viene rilasciata a costruttori e allestitori, concessionari e rivenditori autorizzati, officine e centri di revisione, e in generale a chi ha un'attività professionale che richiede di provare veicoli. L'autorizzazione è intestata all'impresa e la targa è mobile: si applica al veicolo che si sta provando in quel momento.
Le regole d'uso
La circolazione di prova copre il veicolo solo nell'ambito dell'attività autorizzata (collaudo, dimostrazione a un cliente, trasferimento in officina) e richiede che a bordo ci sia il titolare o un suo dipendente/collaboratore. Il veicolo in prova circola con l'assicurazione legata alla targa prova. Un punto a lungo dibattuto — se la targa prova potesse usarsi su veicoli già immatricolati ma non revisionati — è stato chiarito in via normativa: l'uso è ammesso nei casi e limiti previsti (per esempio per portare un mezzo alla revisione dopo lavori).
Cosa NON è
Non è un modo per girare senza assicurazione o revisione "in prova", non sostituisce l'immatricolazione, e l'abuso (uso personale, prestito a terzi, veicolo non legato all'attività) comporta sanzioni e il ritiro dell'autorizzazione. Se vedi un'auto con pannello "prova", è (o dovrebbe essere) un mezzo aziendale in collaudo o dimostrazione.